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Banca Popolare di Bari, proseguono le chiusure: dopo lo sportello nell’ospedale di Potenza si abbandonano le province (Ruvo del Monte, Forenza e Trecchina)Quale futuro per la Basilicata?

Ottobre 7, 2021
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COMUNICATO STAMPA

A pochi giorni dalla denuncia della chiusura dello sportello della Banca Popolare di Bari all’interno dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, nostro malgrado siamo costretti a dover ritornare sulla problematica della chiusura degli sportelli bancari in Basilicata.

Dopo la chiusura negli anni scorsi da parte del gruppo UBI (oggi Intesa) di una serie di sportelli (Brienza, Venosa, Potenza Gallitello, Potenza Viale Dante), del gruppo Bper (Oppido Lucano, Acerenza, Rotondella, Pisticci, Potenza centro storico ed entro il prossimo novembre uno sportello sulla piazza di Matera), anche l’istituto bancario barese prosegue sulla stessa scia annunciando ulteriori chiusure in Basilicata.

Dopo Tito, Ferrandina, Potenza Garibaldi e appunto quella all’interno dell’ospedale di Potenza, nei prossimi giorni calerà il sipario anche nelle piazze di Ruvo del Monte, Forenza e Trecchina.

La notizia oramai non farebbe più scalpore se non fosse che dalla prossima settimana chiunque dovesse aver necessità di fare un prelevamento, pagare una ricevuta bancaria, fare un versamento in uno di quei comuni dove quel presidio bancario era oramai l’ultimo, dovrà armarsi di pazienza e a bordo della propria auto percorrere decine di chilometri della carente rete viaria lucana per raggiungere il centro più vicino, nel caso di un’impresa con l’obbligo di chiudere temporaneamente l’attività in favore dei servizi bancari.

La cosa più grave è che da circa un anno, dopo essere stata ridotta al fallimento con la scellerata gestione da parte della famiglia Jacobini, l’istituto barese è stato acquisito dal Mediocredito Centrale (controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze tramite Invitalia): in parole povere dallo Stato e con fondi pubblici. Quella che dunque doveva essere la banca d’investimento in favore delle imprese del Mezzogiorno e realizzare operazioni a sostegno dei risparmiatori abbandona progressivamente la Regione.

Cosa vuol dire tutto questo? Che le aree interne della Basilicata che già soffrono perché hanno scarsi servizi, una bassissima digitalizzazione ed anche poche infrastrutture rischiano di essere emarginate e marginalizzate.

Questo fenomeno di desertificazione genera tante conseguenze di carattere sociale, ma non solo. La finanza ed i servizi finanziari dovrebbero rappresentare un baluardo contro le diseguaglianze e le disparità territoriali cercando di dare una mano alla ripresa delle zone depresse.

L’abbandono di tante aree della nostra regione è oramai palese. L’allontanamento delle direzioni generali degli istituti bancari ed il trasferimento dei poli specialistici al nord è singolare se si pensa che le banche fanno raccolta al sud (ancora forse per poco bacino di risparmio) ed impieghi al nord più industrializzato e terziarizzato. Per ogni euro di raccolta 90 centesimi vengono impiegati in paesi del nord e solo 68 centesimi in Basilicata.

Tutto ciò purtroppo oltre ad un impoverimento del tessuto economico della Basilicata implica un minor numero di posti di lavoro (senza un ricambio generazionale sul territorio sempre in favore del “ricco” nord) ed un maggior ricorso al pendolarismo.

Senza contare poi che lo sportello bancario è anche presidio di legalità sul territorio ed in assenza del quale chi ha necessità di liquidità è costretto a ricorrere all’usura, attività questa sempre disponibile su ogni piazza.

Esprimiamo una forte preoccupazione per scelte che, ancora una volta, confermano il progressivo abbandono del già fragile tessuto economico di una regione come la Basilicata e chiediamo che il presidente della Regione Vito Bardi, che non ha mai preso una posizione in merito, si faccia immediatamente carico del problema convocando un tavolo con le Organizzazioni Sindacali, ABI ed i sindaci dei comuni interessati per la ricerca di una soluzione.

Potenza, 7/10/2021

Il Segretario Generale

FISAC CGIL Basilicata

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