Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza Maurizio Tolve e il Presidente della Fondazione degli Ingegneri Telmo Petrelli indicano in P.I.T. la prosecuzione di un percorso già avviato.
Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza Maurizio Tolve e il Presidente della Fondazione degli Ingegneri Telmo Petrelli indicano in P.I.T. la prosecuzione di un percorso già avviato. Nella lista la maggioranza degli attuali Consiglieri ricandidabili ed una rappresentanza diffusa dei territori della provincia.
C’è un messaggio politico preciso che accompagna la nascita di P.I.T. – Progetto Ingegno Territorio per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza: questa lista è il progetto della continuità.
A dichiararlo con chiarezza sono il Presidente attuale dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Potenza Maurizio Tolve e il Presidente in carica della Fondazione degli Ingegneri Telmo Petrelli, i quali indicano nel P.I.T. non una proposta improvvisata o di semplice testimonianza, ma il naturale sviluppo di un lavoro costruito negli anni, dentro l’Ordine e nella sua comunità professionale.
Il dato politico è evidente. La maggior parte dei consiglieri ricandidabili fa parte di questo progetto, contribuendo a rafforzarne il profilo di affidabilità, coerenza e responsabilità istituzionale. Ma il punto che Tolve e Petrelli vogliono marcare è ancora più netto: P.I.T. nasce dall’interno di un’esperienza amministrativa, associativa e professionale già maturata e si presenta come il luogo in cui quella esperienza sceglie di riconoscersi e di rinnovarsi.
Per Maurizio Tolve, il significato della continuità non è formale ma concreto.
“P.I.T. è il progetto che nasce da un lavoro già avviato, da una visione maturata nel tempo e da una responsabilità condivisa da chi in questi anni ha operato dentro l’Ordine. Non si tratta di ripartire da zero, ma di consolidare un percorso e di accompagnarlo in una fase nuova, più forte e più consapevole. In questa lista si ritrovano la maggior parte dei consiglieri ricandidabili nonché professionisti che hanno già dato prova di mettersi al servizio dell’intera categoria con serietà, presenza e impegno istituzionale.”
Tolve richiama anche alcune azioni che, a suo giudizio, danno sostanza a questa idea di continuità.
“La campagna di recupero delle morosità, avviata con vigore dalla attuale consiliatura, è un’azione improntata alla correttezza ed al rispetto verso tutta la comunità professionale. Il rinnovo della sede rappresenta un passaggio importante per restituire agli iscritti un luogo più dignitoso, più funzionale e più riconoscibile ove svolgere le attività istituzionali nonché quelle formative. Il non semplice adeguamento alle innovazioni imposte dal Codice dell’Amministrazione Digitale e la verifica del rispetto, da parte degli iscritti, dell’obbligo di dotarsi e comunicare il proprio domicilio digitale, di cui al D.L. del 16 luglio 2020 n. 76 pone il nostro Ordine Professionale tra i più virtuosi nel panorama nazionale. I più che soddisfacenti risultati contabili e finanziari della attuale gestione restituiscono agli iscritti un Ordine Professionale sinonimo di salute, stabilità e garanzia.
Sono questi solo alcuni degli interventi posti in essere dal Consiglio in carica, il cui solco vogliamo continuare a percorrere per ottenere risultati ancora più soddisfacenti. La continuità ha senso solo se si fonda su fatti, su lavoro serio e sulla capacità di costruire partendo da ciò che è stato fatto bene.”.
Accanto alla dimensione amministrativa, il Presidente Tolve richiama anche quella umana e comunitaria.
“Un Ordine non è solo un’istituzione. È una comunità fatta di persone, storie, relazioni e memoria. Per questo il ricordo dei Consiglieri Ing. Angela Biscione ed Ing. Antonio Filardi, prematuramente scomparsi, resta per noi parte viva del cammino compiuto, testimoniata, peraltro, dall’intitolazione di altrettanti ambienti significativi della Sede Istituzionale di Via di Giura in Potenza. Anche questo significa continuità: custodire il valore delle persone che hanno lasciato un segno nella vita dell’Ordine e della intera comunità rappresentata.”
Il Presidente Tolve chiarisce, poi, come la scelta della continuità non possa essere perseguita senza l’ulteriore idea di rinnovamento.
“L’obbiettivo di partire da ciò che è stato fatto bene non può però prescindere dall’apporto di nuove professionalità, di nuove idee, di nuovi stimoli e di nuove metodologie; per questo motivo la lista P.I.T., oltre a presentare chi ha già profuso la propria attività istituzionale per gli iscritti, si arricchisce di professionisti che per la prima volta intendono mettere la propria professionalità e rappresentatività a servizio dell’intera comunità”.
Sulla stessa linea si colloca Telmo Petrelli, Presidente della Fondazione, che rivendica il carattere costruito e condiviso della proposta.
“P.I.T. non è una lista nata per occupare uno spazio elettorale. È un progetto che prende forma da un lavoro comune, da relazioni costruite nel tempo e da una visione che oggi trova un approdo chiaro. È la continuità di un percorso, ma con una prospettiva più ampia e più strutturata. Per questo ne facciamo parte con convinzione.”
Petrelli insiste su un altro tratto che considera decisivo che emerge in questo progetto è la centralità del territorio.
“Questa lista ha fatto una scelta precisa anche nella composizione della squadra. Ci sono candidati che rappresentano diversi ambiti territoriali della provincia di Potenza, perché crediamo che l’Ordine debba leggere e rappresentare tutta la sua comunità professionale, non solo una parte di essa. Il territorio non può più essere considerato periferia rispetto alla città. Deve avere lo stesso valore, la stessa dignità, la stessa attenzione istituzionale.”
Ed è proprio qui che, secondo Petrelli, il progetto compie un salto di prospettiva.
“Noi vogliamo affermare con chiarezza che la provincia di Potenza non si esaurisce in un unico centro. Le aree territoriali, i comuni, le realtà professionali diffuse devono essere parte piena della visione dell’Ordine. P.I.T. nasce anche per questo: per fare del territorio una componente centrale del progetto, al pari della città, e per costruire una rappresentanza più equilibrata, più vicina e più aderente alla realtà.”
Il senso politico della proposta, dunque, è tutto qui: continuità non come conservazione, ma come base solida da cui ripartire. Continuità come consolidamento di un lavoro, come valorizzazione di un’esperienza, come volontà di dare un orizzonte più forte a un percorso già tracciato.
Con P.I.T., Tolve e Petrelli indicano agli iscritti una linea precisa: dare continuità a ciò che è stato costruito, rafforzare il ruolo dell’Ordine, rendere più centrale il territorio e accompagnare la professione in una fase di nuova analisi dei fabbisogni dell’ingegneria. Una proposta che si presenta non come una rottura, ma come la prosecuzione credibile di un progetto condiviso, costruito da chi ne ha fatto parte e oggi sceglie di portarlo avanti



