Un nuovo 25 aprile per i giovani, veri anticorpi per la libertà del Paese, contro la rinascita dei fascismi”
“Che questo sia un nuovo 25 aprile, una nuova primavera che ha visto, e vedrà, i giovani protagonisti di una nuova stagione di valorizzazione e custodia dei valori della Resistenza, della Costituzione e dei diritti di tutte e tutti: è un auspicio ma anche un appello ai giovani, che rappresentano oggi gli anticorpi contro il virus dei nuovi fascismi, delle nuove intolleranze e dell’odio che sta imperversando in Italia, come nel mondo, e che anche in Basilicata ha visto i germi di associazioni neonaziste farsi spazio nella società”. Così, in una nota, la presidente provinciale di Potenza dell’Anpi, Maria Rosaria D’Anzi. “Anche nella nostra regione – ha proseguito D’Anzi – si sono estese indagini su gruppuscoli di neofascisti, per lo più giovani, attratti dalle becere ideologie di razzismo e odio. Ma proprio sui giovani si fonda una nuova primavera di resistenza, come hanno dimostrato le grandi manifestazioni per la pace contro i conflitti e i genocidi in atto, e l’ampia e decisiva partecipazione al recente voto referendario in difesa della Costituzione antifascista, nata dalla Resistenza. Sono innanzitutto loro gli anticorpi contro ogni tentativo di sottrazione dei diritti che, come ci insegna l’attualità, non sono conquistati una volta per tutte, ma devono essere costantemente presidiati e difesi”. Quest’anno l’Anpi celebrerà il suo 82/o anniversario: “La storia dell’Anpi – ha proseguito D’Anzi – è nella storia d’Italia, grazie a quelle donne a quegli uomini che nel momento più buio per il nostro Paese ebbero il coraggio di guardare al futuro e di gettare le basi per un’Italia libera e democratica”. Nell’anno in cui si celebra l’80/o anniversario della Repubblica e del voto alle donne “abbiamo il dovere morale di ricordare che proprio sulle donne, se catturate, la violenza si faceva ancora più brutale. Teresa Mattei, staffetta partigiana e madre costituente raccontò cosa succedeva se i nazisti catturavano una giovane donna: lei fu violentata e si salvò dall’esecuzione lanciandosi da una finestra. Dati alla mano, 70 mila circa furono le giovani che presero parte alla Resistenza, di cui 35 mila riconosciute come partigiane. Numeri certamente sottostimati, dal momento che non tutte le donne che parteciparono alla lotta di Liberazione ne chiesero poi il riconoscimento. A distanza di ottantuno anni dalla Liberazione, la Resistenza continua oggi contro i quotidiani e reiterati rigurgiti fascisti più o meno espliciti ai quali siamo costretti ad assistere. La Resistenza continua contro la guerra, contro i tentativi di modifica della Carta costituzionale, contro gli attacchi alle donne e ai loro diritti, contro gli attacchi al lavoro, alle libertà, contro i diritti dei migranti, dei detenuti, dei senza voce, contro le ingiustizie e la corruzione diffuse. Le partigiane e i partigiani scelsero con coraggio da che parte stare. Oggi è nostro dovere seguire il loro esempio. Perché l’antifascismo non è vuota retorica ma una visione del mondo”.

