L’invisibile trappola del debito, la crisi sociale spinge tra le braccia dell’usura
In questi giorni – ha affermato Angelo Festa, Presidente dell’Associazione Antiusura “Famiglia e Sussidiarietà ETS” mentre i media celebrano l’ennesima vincita milionaria al Superenalotto, migliaia di famiglie italiane affogano nei debiti a causa di licenziamenti, malattie e separazioni.
Ma il gioco d’azzardo, è bene ribadirlo, ha messo e sta mettendo in crisi famiglie, imprenditori, pensionati, lavoratori che in difficoltà economiche cercano di uscire dal sovraindebitamento sperando in una vincita che non arriverà mai. Questi già sull’orlo dell’abisso non faranno altro che cadere giù nel baratro.
Esiste una frattura profonda e silenziosa – ha continuato Festa – che attraversa il Paese e può essere riassunta in un vecchio proverbio: “il sazio non crede al digiuno”. Chi vive nella sicurezza economica fatica a comprendere o preferisce ignorare l’angoscia di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese. Questa cecità sociale si scontra con una realtà drammatica: il sovraindebitamento che non è quasi mai il frutto di una gestione irresponsabile del denaro. È una trappola invisibile che sta distruggendo il tessuto delle nostre comunità.
Le storie sul campo si somigliano tutte. In questi giorni, come Associazione Antiusura siamo impegnati nell’ennesima corsa contro il tempo: evitare che una casa vada all’asta. È l’unica abitazione di una famiglia di quattro persone, scivolata nella vulnerabilità dopo oltre un decennio di vicissitudini negative. Una parabola che dimostra come il collasso finanziario non sia un evento improvviso, ma logoramento lento e continuo.
Dal nostro osservatorio emerge che chi chiede aiuto non sempre è vittima dello shopping compulsivo, ma degli imprevisti. Il passaggio da una vita dignitosa al baratro è causato principalmente da tre fattori scatenanti: come la perdita del lavoro, una malattia grave, una separazione coniugale.
In questo scenario, un debito inizialmente sostenibile – come il mutuo della casa o un piccolo finanziamento per l’auto – si trasforma in un cappio finanziario.
Quando le banche chiudono i rubinetti del credito perché il richiedente viene segnalato come “cattivo pagatore”, si apre il vuoto sociale. È in questa terra di nessuno che si inserisce l’usura. I cravattari di quartiere non si presentano con le minacce, ma con il volto rassicurante del “welfare sostitutivo”. Offrono liquidità immediata senza burocrazia, trasformando a poco a poco il bisogno in schiavitù e l’estorsione in normalità.
Per sconfiggere questo fenomeno – ha concluso Festa – occorre un patto di corresponsabilità. Non basta più la solidarietà dei singoli; serve un coinvolgimento strutturale: delle Istituzioni (Comuni, Regioni, Stato), del sistema bancario, della Società Civile e delle Parrocchie: per rompere il muro del silenzio, intercettare il bisogno prima che sia troppo tardi e togliere ossigeno agli usurai.
Per ricevere informazioni e consulenza sulla prevenzione del sovraindebitamento contattare l’Associazione Famiglia e Sussidiarietà chiamando il numero 3664487510 o inviando una e-mail a basilicatafamiglie@gmail.com
Matera 15-09-2029

