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Deposito scorie radioattive. Coro di no dalla Basilicata con in testa il presidente Bardi: le reazioni

Gennaio 5, 2021
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“La Regione Basilicata si opporrà con tutte le sue forze ad ogni ipotesi di ubicazione nel proprio territorio del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi”.

Lo hanno dichiarato il presidente della Regione Vito Bardi e l’assessore all’Ambiente Gianni Rosa a seguito delle notizie diffuse nella tarda serata di ieri sulla pubblicazione della Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che vede anche alcune zone della Basilicata fra le aree indicate dalla Sogin.

“Non eravamo stati informati – hanno aggiunto Bardi e Rosa – e ribadiamo la nostra contrarietà a questa scelta, certi di interpretare il comune sentire del popolo lucano che come è noto a tutti ha già manifestato questo orientamento, in maniera composta ma decisa, 17 anni fa quando fu indicato il sito di Scanzano Jonico. Ora come allora il nostro territorio, che contribuisce in maniera rilevante al bilancio energetico del Paese con le proprie risorse naturali, non può essere ulteriormente gravato da una attività che rischierebbe di mettere in discussione e di pregiudicare la prospettiva di sviluppo sostenibile che con tanta fatica, in questa difficile congiuntura dovuta all’emergenza sanitaria in atto, le istituzioni e le forze economiche e sociali stanno cercando di concretizzare”.

“Nella consultazione pubblica che è stata prevista – concludono Bardi e Rosa – la Regione produrrà una serie di osservazioni negative che in queste ore sono in corso di elaborazione. A questo scopo giovedì mattina alle 10,30 si terrà una riunione via web con tutti gli organismi regionali coinvolti, Arpab, sindaci interessati e presidenti delle Province per discutere e approfondire ogni aspetto della vicenda”.

Il sindaco di Irsina: la nostra terra non si tocca. 

In una nota pubblicata su Facebook, Nicola Morea: 5 anni fa, ho deciso di creare una petizione online per dar voce a migliaia di persone. Petizione presentata e approfondita nella sala stampa della Camera dei Deputati nel 2016, in occasione del referendum costituzionale. Donne e uomini che hanno firmato per tutelare il proprio territorio, il diritto alla salute e la voglia di credere in un futuro migliore per i propri figli. Parlo di diecimila sottoscrittori.
Stamattina un risveglio amaro. Con quella petizione, ho sempre sperato di sbagliarmi. Poi leggo che la Sogin ha desecretato la Carta delle aree più idonee ad ospitare il deposito unico nazionale delle scorie radioattive. Basilicata e Puglia con 17 aree interessate. Matera, Genzano, Gravina, Altamura fino ad arrivare alla nostra Irsina…
Il 2003 non è più un lontano ricordo e la marcia dei centomila di Scanzano Jonico non ha insegnato nulla a lor signori. Stiamo cercando di comprendere meglio il documento per la consultazione e il progetto preliminare di Sogin. Non pensavo di ritrovarmi, a distanza di anni, in qualità di assessore all’ambiente, a dover combattere una battaglia così grande. Siamo in contatto con le altre istituzioni locali e anche con gli amici di ScanZiamo le scorie eper mettere in piedi tutte le iniziative per salvaguardare la nostra terra. Il nostro è un territorio a vocazione agricola con un inestimabile patrimonio paesaggistico, artistico e culturale. Tutti gli amministratori di Irsina e i cittadini si batteranno in ogni sede per tutelare il proprio territorio. Noi le scorie non le vogliamo. FORZA LUCANI! FORZA IRSINA!

Matera Civica: la mobilitazione per dire NO inizia ora

La mobilitazione inizia immediatamente, ora.

Parte così una nota del movimento politico Matera Civica in riferimento alla riproposizione, praticamente la stessa del 2014, della mappa che individua i siti tra la Basilicata, provincia di Matera e vicino altopiano murgico, per il cimitero di scorie radioattive d’Italia.

L’amara considerazione, a valle delle indicazioni territoriali, è che cambiano i Governi, ma non mutano i metodi. Le ipotesi di mantenere lo stoccaggio nelle varie sedi, in cui si trovano le scorie su scala nazionale, rimane da anni il percorso più ragionevole e condiviso dalle popolazioni interessate.

Il sito unico significa decretare, per sempre, il destino di un territorio.

Per le scorie più tossiche non dimentichiamo che occorrono millenni, è il caso del plutonio, prima del loro decadimento, ovvero prima di diventare innocue.

Questo significa compromettere anche la memoria umana, che potrebbe perdere la cognizione di presenze così scomode consegnate inopinatamente a una molto remota futura memoria.

Senza contare che la provincia di Matera paga già da decenni un conto salato a causa della detenzione di 64 barre di uranio-torio, provenienti dalla centrale americana di Elk River.

La sperimentazione è già finita negli anni Settanta ma, la detenzione a carico delle nostre comunità di questa scomoda eredità, non è mai terminata.

Bisogna dire con forza e coraggio NO al sito unico e, con altrettanta determinazione, tornare a chiedere agli Usa di riprendersi ciò che gli appartiene.

Abbiamo già pazientato e dato molto.
È ora di dire basta, all’unisono, come nel 2003.

I sindacati pronti alla mobilitazione

Cgil, Cisl e Uil della Basilicata sono “pronte alla mobilitazione contro ogni ipotesi di realizzare in Basilicata il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi e per difendere il territorio da ogni tentativo di depredazione ulteriore”. Lo hanno detto, in una nota congiunta, i segretari delle tre organizzazioni, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Vincenzo Tortorelli. Cgil, Cisl e Uil hanno spiegato che si tratta della “stessa contrarietà” manifestata nel 2003, contro l’ipotesi del deposito delle scorie nucleari a Scanzano Jonico (Matera): “La Basilicata sta già dando molto al Paese in termini energetici, più di quanto abbia ricevuto in questi anni. Questo – hanno concluso Summa, Gambardella e Tortorelli – è il tempo del riscatto e della mobilitazione per costruire un’altra idea di sviluppo, uno sviluppo sostenibile che valorizzi le tante potenzialità della Basilicata”.

Deposito scorie radioattive, Cifarelli e Pittella (Pd): “La Basilicata non é disponibile”

“La Basilicata si è già opposta 17 anni fa al deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e sarà pronta a rifarlo con forza, come allora.” Lo dichiarano i consiglieri regionali del Pd, Roberto Cifarelli e Marcello Pittella.
“E’ evidente che in termini di “sostenibilità” la Basilicata contribuisce già in maniera rilevante al fabbisogno energetico nazionale e non é affatto pensabile che si vada oltre. No, grazie!
Siamo certi – dicono Cifarelli e Pittella – che si farà fronte comune e riteniamo quanto mai utile che nella consultazione pubblica che è stata prevista siano coinvolti i gruppi di minoranza in Consiglio regionale. Siamo pronti ad una risoluzione unitaria in Consiglio regionale che dia forza ad ogni iniziativa si ritenga utile intraprendere, anche contro la sola ipotesi della individuazione di pochi comuni tra le aree idonee.
Abbiamo già scelto cosa vogliamo essere – concludono – e non c’è alternativa al nostro No!”

Gianni Pittella (Vice Presidente del Partito Democratico in Senato): la Basilicata ha già dato

La Carta delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, che vede anche alcune zone della Basilicata fra le aree indicate dalla Sogin merita una risposta netta, perentoria, non revocabile.
La Basilicata ha già dato.
La Basilicata ospita il Centro Enea di Rotondella.
La Basilicata contribuisce al fabbisogno energetico nazionale in modo rilevante con le estrazioni petrolifere.
Si cerchi altrove.

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